maggio 2009


lista civicaIeri mentre ero alla fermata dell’autobus ad aspettare mi è cascato l’occhio su una marea di adesivi appiccicati ovunque con il classico stile “vandalico”.

In realtà nonostante l’effetto fosse quello di aumentare la sensazione di degrado del bene pubblico (gli adesivi erano attaccati ovunque: sulle fermate, sui cestini, sulle vetrine) mi sono rammaricata nello scoprire che non era opera di qualche teppista, bensì era una campagna di Guerrilla Marketing, ovvero di marketing non convenzionale, per conto di un candidato elettorale.

Nello specifico il candidato appartiene alla lista civica di Beppe Grillo. Ma come? Non è la lista scelta da chi ha a cuore l’ambiente? Capisco che insudiciare la città con adesivi che resteranno anche a fine campagna elettorale, costringendo Ataf e altre società pubbliche a spendere soldi per rimuoverli non sia grave come le questioni del termovalorizzatore o le scorie radioattive, ma comunque mi aspettavo un approccio diverso.

Trovo brutto deturpare tutto quanto con adesivi che poi non si potranno rimuovere facilmente. Sarebbe stato meglio pensare a qualcosa di meno… inquinante?

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Giovedì 28 maggio dovevo partire per Milano e penso come arrivo alla stazione?
Becco infatti lo sciopero ATAF. Fantastico, due volte nell’ultimo mese che devo partire, e due volte che becco lo sciopero (come il giorno prima del ponte del 1 maggio), ma stavolta sono fortunata (o forse prevenuta) e decido di farmi accompagnare in auto fino al limitare della ZTL (visto che l’altra volta nessuno aveva avvisato che lo sciopero c’era anche la mattina e dopo 40 minuti alla fermata ho chiamato un taxi…).

Insomma mi faccio lasciare al limitare della ZTL in Borgo Ognissanti andando a piedi visto che sono giovane e forte. Perchè scendo lì? perchè la via di accesso per arrivare alla Stazione principale di Firenze è soltanto una: passare da via Santa Caterina d’Alessandria, poi via Nazionale. Con il risultato che tutti passano di lì per avvicinarsi il più possibile al centro: furgoni, pulman, persone che vanno a San Lorenzo e chi va giustamente ad accompagnare e riprendere persone alla stazione. Insomma la coda spesso è talmente lunga che arriva fino a metà di viale Spartaco Lavagnini. Ci vuole quella mezz’oretta abbondante per percorrere poco più di un km.
Mi domando se la logica “fai passare tutti da un unico accesso” sia quella premiante. Io continuo a pensare che far defluire il traffico su più direzioni permetterebbe di alleggerire i congestionamenti (un po’ l’opposto della logica perversa degli ultimi anni, ovvero “tutto il traffico sui viali”! e guai a creare alternative sia che tu vada a Gavinana o che tu vada a Rifredi).
parcheggio stazioneChe poi… uno arriva alla stazione e lì si arrangia, perchè NON è previsto uno spazio di scarico/carico passeggeri. O metti l’auto nel parcheggio a pagamento (2 euro l’ora o frazione, quindi considerando i ritardi di trenitalia, spendi sicuramente 4 euro) oppure ti incastri fra gli autobus e le macchine della polizia sotto la pensilina litigando con tutti e rischiando la multa per le 4 frecce. Oggi paradossalmente era l’unica area deserta (troppe multe?). Mi domando se questa sia la civiltà e l’accoglienza di una delle città a maggior flusso turistico del mondo.
E mi domando sempre: ma se anzichè essere una giovane ragazza in salute, io fossi un’anziana signora con problemi a camminare, come potrei mai prendere un treno a Firenze?
Non mi dite il parcheggio, perchè l’ascensore, quando funziona, è usato come urinatoio ed è impraticabile. E farsi 4 piani a piedi con il trolley non è il massimo.

Comunque giovedì me la sono fatta a piedi guardando con compassione i turisti alle fermate ignari della loro lunga attesa.

Oggi (sabato 30 maggio) sono tornata a Firenze da Milano. Arrivo a S.M. Novella (ore 14.15) e anzichè farmi venire a prendere in una zona non precisata di Borgo Ognissanti penso “proviamo a prendere l’autobus per arrivare al Galluzzo“. Proviamo a cambiare abitudine. Cerco informazioni su dove sia ora il capolinea del 37 (negli anni ha girato tutti i lati della stazione) e scopro che si trova in Piazza Unità. Altro problema per i volenterosi del mezzo pubblico: non avere mai la certezza di dove si sale e dove si scende dall’autobus.
Per farvela breve: fra attesa e cambio (mi illudo che prendendo l’11 forse faccio prima) ci metto un’ora ad arrivare al Galluzzo (ore 15.15). Se fossero venuti a prendermi in auto, di sabato estivo del ponte del 2 giugno, all’ora di pranzo, ci avrei messo meno della metà del tempo.

autobus firenzeUn’ultima osservazione sugli autobus di Firenze. Io ho girato diverse città europee e non. Ma trovo che gli autobus di ultima generazione siano fra i meno ergonomici e con più sprechi di spazi interni, oltre che quelli con maggiori barriere per chi ha problemi di mobilità (non dico un disabile, ma banalmente un anziano o una mamma con bambino o se hai una carrozzina, un trolley, un bagaglio). Qualcuno mi sa spiegare la ragione di avere quei grossi scalini interni per arrivare ai sedili? e la divisione a 4? che fa sì che spesso il posto vicino al finestrino sia non raggiungibile facilmente se quello esterno è già occupato? già che i posti a sedere sono pochi… se poi li sfruttiamo male. Inoltre si crea un corridoio interno all’autobus così stretto che basta 1 persona a creare un blocco. Farsi tutto il tragitto in bilico con la valigia e la gente che vuole passare non è il massimo del divertimento, forse è meno stressante stare in auto in coda sui viali. Chissà…
Trovo che fossero meglio i vecchi autobus con i seggiolini in parallelo ai finestrini. Infine: perchè non dotare il posto vicino all’obliteratrice di un seggiolino doppio, diciamo di 1 posto e mezzo, così che possano sedersi insieme almeno mamma e figlio, oppure 2 amiche, oppure una coppia? Attualmente si potrebbe sedere solo una persona, ma spesso l’altra si siede sul ripiano!

Se paragono il nostro autobus alla metro che ho usato a Milano: rapida e senza barriere architettoniche, Firenze perde alla grande. A Milano tutti usano la metro: persone che vanno al lavoro, amiche che fanno shopping, famiglie che vanno a fare compere. Non è un mezzo usato soltanto da anziani, studenti, turisti ed extracomunitari come da noi.

Se mi chiedete perchè il fiorentino medio accetta ore di code in auto e stress da parcheggio piuttosto che prendere un autobus, posso ipotizzare qualche risposta.

A fine articolo mi viene in mente un altro dettaglio da raccontare. Vuoi per il ritardo accumulato, vuoi per il camion della monnezza davanti a noi, il nostro autista si rende conto che è tardi e decide di correre un po’ troppo… morale: ogni volta che c’è una fermata inchioda di botto con il risultato che per tutti noi in piedi non sia propriamente comodo ed agevole il viaggio (o casco in terra o mi slogo il polso ancorato a una barra). Inoltre per far prima tende ad aprire solo le portiere di discesa passeggeri quando non vede persone alle fermate, con il risultato che non accorgendosi di una turista al ponte alla Carraia, tira a diritto, con lei che sbraita e muove le braccia invano. Non trovo neppure la forza di dire niente lungo il corridoio ingolfato di persone.

Nonostante il post precedente, mi arrivano ancora domande su come si vota. Direttamente dal sito del Ministero (grazie Lorenzo) riporto le modalità di voto per il sindaco. Con spiegato anche come si fa il VOTO DISGIUNTO.

ELEZIONI NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 15.000 ABITANTI DI REGIONI A STATUTO ORDINARIO (SCHEDA AZZURRA)

La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato.

L’elettore può votare:
per una delle liste tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato;
• per un candidato a sindaco tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;
• per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata;
• per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd. “voto disgiunto”).

L’elettore potrà altresì manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, segnando, sull’apposita riga stampata sulla destra di ogni contrassegno di lista, il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) del candidato preferito appartenente alla lista prescelta.

Vedi anche il facsimile della scheda elettorale

Non è direttamente collegato alla campagna elettorale, ma ritengo comunque importante darne notizia.

Martini Renzi 3ACQUA: A FIRENZE IL SEGRETARIATO MONDIALE, FIRMATO ACCORDO (ANSA) – FIRENZE, 28 MAGGIO 2009 – Nascera’ a Firenze, presumibilmente dopo l’estate, il Segretariato mondiale per il diritto all’acqua e ai servizi igienico sanitari. Lo prevede un protocollo d’intesa siglato in Palazzo Vecchio dall’assessore comunale Cristina Bevilacqua, dal presidente della Provincia Matteo Renzi, dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini e dal coordinatore del Wacap, l’Alleanza mondiale delle citta’ contro la poverta’ che sotto l’egida dell’Onu si occupa di approvvigionamento idrico, Mohand Cherifi. Il segretariato sara’ un quartier generale delle politiche relative all’acqua: favorira’ l’incontro tra domanda e offerta di servizi, di buone pratiche, competenze e sperimentazioni in materia di uso responsabile e solidale della risorsa; promuovera’, inoltre, iniziative culturali e di sensibilizzazione. ”Nel mondo – ha ricordato Cherifi – oltre un miliardo di persone vivono senza l’acqua potabile”. ”Un protocollo – ha sottolineato Martini – che tocca un tema sensibilissimo e una risorsa che, stanti i mutamenti climatici, dev’essere considerata sempre di piu’ come bene insopprimibile”. Nel protocollo, tra l’altro, si sottolinea che ”l’accesso all’acqua e’ un diritto umano fondamentale” e si ”ribadisce il ruolo fondamentale degli enti pubblici territoriali nella governance dell’acqua”. (ANSA).

Dopo l’ultimo commento di Simonetta qui sul blog ho avuto la conferma che ancora in tanti non sanno come funziona la scheda elettorale, come si vota, quante sono le schede nel seggio (per cosa si vota il 6 e il 7 giugno?), quante liste civiche ci sono e come si esprime la preferenza per un candidato nella scheda elettorale.

Per tutte queste domande vediamo di fare un po’ di chiarezza. Vedo dalle statistiche che la pagina con il facsimile scheda elettorale delle elezioni di Firenze è una delle più lette, ci sarà un motivo…

Allora per chi vota a Firenze, ci sono 4 schede:

faccenuovepalazzovecchio– la scheda azzurra per il sindaco (dove si può esprimere 1 preferenza per 1 consigliere comunale) . Si vota per la lista (ad es. FACCE NUOVE A PALAZZO VECCHIO) e si può anche esprimere nel rigo accanto al simbolo, 1 sola preferenza, scrivendo per esteso almeno il cognome del candidato prescelto (ad esempio FARINELLI).

In questo modo il voto va automaticamente anche al candidato Sindaco della coalizione di cui fa parte la lista votata (RENZI). Se uno lo desidera, è ammesso il voto disgiunto (votare Galli e Farinelli).

– la scheda verde serve per l’elezione del Consiglio di Quartiere (1,2,3,4,5)

– la scheda gialla serve per l’elezione del Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale. Non c’è bisogno di scrivere le preferenze perchè si trovano già scritte nella scheda.

– la scheda rossa infine serve per l’elezione del Parlamento europeo, si possono esprimere fino a 3 preferenze.

facce nuoveLa lista di cui faccio parte io si chiama FACCE NUOVE A PALAZZO VECCHIO perchè vuole rompere con certe logiche partitiche di assegnamento dei posti e far partecipare attivamente alla vita politica di Firenze,  persone che siano completamente nuove. Ha come simbolo appunto la Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio e uno dei punti di forza prevede che dopo 2 mandati nessuno possa essere rieletto.

La lista è civica e appoggia i 100 punti di Matteo Renzi.
Io sono la capolista e questo è il mio programma elettorale.

Ultima domanda: quando si vota per le europee 2009?
Per tutte queste elezioni (sindaco, europee, provincia) si vota in 2 giorni:

Sabato 6 giugno 2009 dalle ore 15 alle ore 22
Domenica 7 giugno 2009 dalle ore 7 alle ore 22

firenzeinbiciRiporto il comunicato ufficiale ricevuto da Firenzeinbici.

Sono più di 100 i candidati al consiglio comunale che hanno già sottoscritto il patto per la bicicletta proposto dall’associazione FirenzeInBici. A loro si aggiungono 4 candidati sindaco (Alfonso Bonafede, Ornella De Zordo, Matteo Renzi e Valdo Spini). “Siamo molto soddisfatti del risultato fin qui raggiunto – dichiara il presidente di FirenzeInBici, Stefano Pelli – e ci auguriamo che da qui al 6 giugno altri candidati ancora si aggiungano al già nutrito elenco di coloro che si sono impegnati, se eletti, ad adoperarsi in favore della della mobilità ciclistica, e non solo di quella. Il nosto patto chiede infatti anche più zone pedonali, opere di moderazione del traffico e sviluppo dell’intermodalità con il mezzo pubblico.” A riprova del fatto che la bicicletta non è nè di destra, né di sinistra, tra i sottoscrittori troviamo anche la capolista del PDL Bianca Maria Giocoli; anche se va detto che la maggior parte delle adesioni vengono da liste di centro sinistra e di sinistra.

Hanno sottoscritto in maniera compatta i candidati della lista “Firenze 5 Stelle” e “Unaltracittà” con i rispettivi capolista. Il maggior numero di sottoscrittori lo troviamo tra le liste che sostengono Matteo Renzi, tra cui le capolista di “Facce Nuove” (Elena Farinelli) e di “Sinistra per Firenze”.

Non ci sono invece molte adesioni del patto tra i candidati delle liste che appoggiano Valdo Spini; il maggior numero (6) appartiene alla lista Spini per Firenze, ma la sola capolista è Anna Nocentini per “Rifondazione e Pdci”.

Il testo del patto proposto da FirenzeInBici prende le mosse dalla constatazione che a Firenze traffico ed inquinamento sono problemi gravi, e dall’affermazione che l’incremento della quota di mobilità ciclistica rappresenta parte importante della soluzione al problema.

Il patto si articola in 5 punti. Al primo punto ci sono i presupposti per lo sviluppo della mobilità ciclistica: adeguatamenti finanziamenti e un ufficio dedicato alle bici, che già esiste e che deve essere potenziato. Ai punti successivi si chiedono più piste ciclabili, politiche in favore della sosta (piano della sosta, rastrelliere), moderazione del traffico (ad esempio estensione delle aree pedonali e riduzione della velocità dei veicoli a motori nelle strade secondarie) e infine più intermodalità, soprattutto con il mezzo pubblico (biglietto integrato, trasporto bici sui tram e attivazione rapida del bike sharing).

pergola piena per matteo renziIeri sera davanti a un teatro gremito (che buffo trovarsi alla Pergola in platea dopo aver passato 1 anno nel backstage!) Matteo Renzi ha esposto la sua proposta di legge speciale su Firenze.
Non è una richiesta economica, quanto di idee e di attenzione.

Per prima cosa ha parlato di fruizione di beni culturali: esser capaci di creare itinerari diversi.
Se è vero che per ogni 100 euro spesi da un turista, circa 50 centesimi vanno in cultura, possiamo fare di più.
Io lo racconto sempre di quando andai a Aix-en-Provence e rimasi stupita dalla quantità di itinerari costruiti su Cezanne: per bambini, per coppiette, per famiglie, eno-gastronomici, con la bici…
Ma ovviamente la fruizione culturale non deve essere solo per i turisti, ma anche per i fiorentini: i bambini di Firenze dovrebbero entrare una volta al mese gratis agli Uffizi, per conoscere il patrimonio che l’Elettrice Palatina ha mantenuto qui a Firenze. I musei dovrebbero essere aperti anche la sera.
Ci deve essere un cambio di strategia nella gestione: biglietto unico, creare eventi capaci di far parlare di noi a livello internazionale, e molto altro: è assurdo che per anni abbiamo parlato dell’uscita degli Uffizi con la pensilina di Isozaki, ma nessuno abbia pensato di sistemare l’entrata con la coda chilometrica.
Per far tutto questo c’è bisogno di snellire procedure, commissioni, tavole rotonde. In questo Firenze chiede una legge speciale.

Il secondo tema è la produzione di cultura contemporanea. Firenze non può fermarsi al passato e ai ricordi.
Da una parte è doveroso avere spazi di esposizione di cultura contemporanea, ma dall’altro è ancora più doveroso creare luoghi dove il talento possa essere coltivato. Avere posti dove le persone possano produrre cultura.
Questo implica libertà d’azione sugli immobili, sul recupero di spazi morti, sbloccare situazioni ferme da troppo tempo (S.Orsola, Caserme Firenze Sud, Costa San Giorgio), come legge speciale chiediamo una procedura agevolata che permetta – una volta scelta la soluzione più idonea – di partire con i lavori entro 3 mesi.

Il terzo punto riguarda le infrastrutture. Oggi abbiamo una città incompiuta, che si interrompe (Varlungo, Indiano..). Mancano alcune stazioni ferroviarie che potrebbero aiutare il trasporto locale (Peretola, Quaracchi), non vengono rispettati accordi con chi dovrebbe costruire i parcheggi scambiatori (come il caso di Autostrade e il parcheggio di Scandicci per la tramvia). Nella legge speciale si chiede la conclusione delle infrastrutture.
Firenze non può restare indietro sui temi dell’architettura e dell’urbanistica.

Matteo ha terminato il discorso parlando dei giovani, delle scuole e dell’università. Perchè proprio da loro parte il rilancio di una città che non può e non deve essere soltanto una cartolina.

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