Giovedì 28 maggio dovevo partire per Milano e penso come arrivo alla stazione?
Becco infatti lo sciopero ATAF. Fantastico, due volte nell’ultimo mese che devo partire, e due volte che becco lo sciopero (come il giorno prima del ponte del 1 maggio), ma stavolta sono fortunata (o forse prevenuta) e decido di farmi accompagnare in auto fino al limitare della ZTL (visto che l’altra volta nessuno aveva avvisato che lo sciopero c’era anche la mattina e dopo 40 minuti alla fermata ho chiamato un taxi…).

Insomma mi faccio lasciare al limitare della ZTL in Borgo Ognissanti andando a piedi visto che sono giovane e forte. Perchè scendo lì? perchè la via di accesso per arrivare alla Stazione principale di Firenze è soltanto una: passare da via Santa Caterina d’Alessandria, poi via Nazionale. Con il risultato che tutti passano di lì per avvicinarsi il più possibile al centro: furgoni, pulman, persone che vanno a San Lorenzo e chi va giustamente ad accompagnare e riprendere persone alla stazione. Insomma la coda spesso è talmente lunga che arriva fino a metà di viale Spartaco Lavagnini. Ci vuole quella mezz’oretta abbondante per percorrere poco più di un km.
Mi domando se la logica “fai passare tutti da un unico accesso” sia quella premiante. Io continuo a pensare che far defluire il traffico su più direzioni permetterebbe di alleggerire i congestionamenti (un po’ l’opposto della logica perversa degli ultimi anni, ovvero “tutto il traffico sui viali”! e guai a creare alternative sia che tu vada a Gavinana o che tu vada a Rifredi).
parcheggio stazioneChe poi… uno arriva alla stazione e lì si arrangia, perchè NON è previsto uno spazio di scarico/carico passeggeri. O metti l’auto nel parcheggio a pagamento (2 euro l’ora o frazione, quindi considerando i ritardi di trenitalia, spendi sicuramente 4 euro) oppure ti incastri fra gli autobus e le macchine della polizia sotto la pensilina litigando con tutti e rischiando la multa per le 4 frecce. Oggi paradossalmente era l’unica area deserta (troppe multe?). Mi domando se questa sia la civiltà e l’accoglienza di una delle città a maggior flusso turistico del mondo.
E mi domando sempre: ma se anzichè essere una giovane ragazza in salute, io fossi un’anziana signora con problemi a camminare, come potrei mai prendere un treno a Firenze?
Non mi dite il parcheggio, perchè l’ascensore, quando funziona, è usato come urinatoio ed è impraticabile. E farsi 4 piani a piedi con il trolley non è il massimo.

Comunque giovedì me la sono fatta a piedi guardando con compassione i turisti alle fermate ignari della loro lunga attesa.

Oggi (sabato 30 maggio) sono tornata a Firenze da Milano. Arrivo a S.M. Novella (ore 14.15) e anzichè farmi venire a prendere in una zona non precisata di Borgo Ognissanti penso “proviamo a prendere l’autobus per arrivare al Galluzzo“. Proviamo a cambiare abitudine. Cerco informazioni su dove sia ora il capolinea del 37 (negli anni ha girato tutti i lati della stazione) e scopro che si trova in Piazza Unità. Altro problema per i volenterosi del mezzo pubblico: non avere mai la certezza di dove si sale e dove si scende dall’autobus.
Per farvela breve: fra attesa e cambio (mi illudo che prendendo l’11 forse faccio prima) ci metto un’ora ad arrivare al Galluzzo (ore 15.15). Se fossero venuti a prendermi in auto, di sabato estivo del ponte del 2 giugno, all’ora di pranzo, ci avrei messo meno della metà del tempo.

autobus firenzeUn’ultima osservazione sugli autobus di Firenze. Io ho girato diverse città europee e non. Ma trovo che gli autobus di ultima generazione siano fra i meno ergonomici e con più sprechi di spazi interni, oltre che quelli con maggiori barriere per chi ha problemi di mobilità (non dico un disabile, ma banalmente un anziano o una mamma con bambino o se hai una carrozzina, un trolley, un bagaglio). Qualcuno mi sa spiegare la ragione di avere quei grossi scalini interni per arrivare ai sedili? e la divisione a 4? che fa sì che spesso il posto vicino al finestrino sia non raggiungibile facilmente se quello esterno è già occupato? già che i posti a sedere sono pochi… se poi li sfruttiamo male. Inoltre si crea un corridoio interno all’autobus così stretto che basta 1 persona a creare un blocco. Farsi tutto il tragitto in bilico con la valigia e la gente che vuole passare non è il massimo del divertimento, forse è meno stressante stare in auto in coda sui viali. Chissà…
Trovo che fossero meglio i vecchi autobus con i seggiolini in parallelo ai finestrini. Infine: perchè non dotare il posto vicino all’obliteratrice di un seggiolino doppio, diciamo di 1 posto e mezzo, così che possano sedersi insieme almeno mamma e figlio, oppure 2 amiche, oppure una coppia? Attualmente si potrebbe sedere solo una persona, ma spesso l’altra si siede sul ripiano!

Se paragono il nostro autobus alla metro che ho usato a Milano: rapida e senza barriere architettoniche, Firenze perde alla grande. A Milano tutti usano la metro: persone che vanno al lavoro, amiche che fanno shopping, famiglie che vanno a fare compere. Non è un mezzo usato soltanto da anziani, studenti, turisti ed extracomunitari come da noi.

Se mi chiedete perchè il fiorentino medio accetta ore di code in auto e stress da parcheggio piuttosto che prendere un autobus, posso ipotizzare qualche risposta.

A fine articolo mi viene in mente un altro dettaglio da raccontare. Vuoi per il ritardo accumulato, vuoi per il camion della monnezza davanti a noi, il nostro autista si rende conto che è tardi e decide di correre un po’ troppo… morale: ogni volta che c’è una fermata inchioda di botto con il risultato che per tutti noi in piedi non sia propriamente comodo ed agevole il viaggio (o casco in terra o mi slogo il polso ancorato a una barra). Inoltre per far prima tende ad aprire solo le portiere di discesa passeggeri quando non vede persone alle fermate, con il risultato che non accorgendosi di una turista al ponte alla Carraia, tira a diritto, con lei che sbraita e muove le braccia invano. Non trovo neppure la forza di dire niente lungo il corridoio ingolfato di persone.

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