Leggo sul Corriere Fiorentino di qualche giorno fa la notizia che dopo soli 5 giorni dell’arrivo della nuova dirigenza ATAF (nella persona di Filippo Bonaccorsi) i sindacati hanno firmato l’accordo. Da notare che erano 2 anni che non riuscivano a trovare un accordo. Niente male.

Grazie a quest’accordo finalmente avremo gli autobus anche il giorno di Pasqua e il primo maggio! E verranno riorganizzati orari e linee per evitare le lunghe attese alla fermata.

E per quanto riguarda la buonuscita di Filippo Allegra? pare che l’accordo si chiuderà sui 250.000 euro.

Veniamo invece alle brutte notizie: è stato stoppato in consiglio comunale, da Tea Albini, l’ordine del giorno sui parcheggi gratuiti negli ospedali.

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13 luglio 2009: primo giorno del nuovo consiglio comunale a Firenze sotto la nuova amministrazione di Matteo Renzi.

Non c’ero (ovviamente) ma ho chiesto a Caterina Biti della mia lista se può mandarmi 2 righe raccontandomi le sue impressioni.

Il presidente del Consiglio, nessuna sorpresa, è Eugenio Giani che nel suo primo discorso cita il simbolo di Cosimo I de Medici: Festina Lente, e la tartaruga con la vela (che grazie al Museo dei Ragazzi conosco bene!).

L’aspettativa è forte, Matteo è sotto i riflettori.

Anche perchè dopo ATAF ha preso di mira la SAS (società di servizi alla strada) con l’evidente desiderio (uno dei 100 punti) di eliminare i vigilini, ovvero gli ausiliari del traffico.

Ovviamente c’è già chi domanda dove prenderà i soldi per le mancate multe.

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L’aveva promesso in campagna elettorale, ed è stato di parola: in 24 ore Matteo Renzi ha fatto fuori la dirigenza dell’ATAF, l’azienda di trasporti fiorentina.

Stamani la notizia era su tutti i giornali: Renzi ha ottenuto le dimissioni della Capezzuoli (ex sindaco di Impruneta) e ha convinto Filippo Allegra , giunto da Roma per la modica cifra di 250.000 euro l’anno, a rinunciare al suo posto.

Il nuovo presidente, Filippo Bonaccorsi, un avvocato di 40 anni, avrà uno stipendio “olivettiano”, che sia al massimo 10 volte quello di un dipendente ATAF (in media 17.000 € l’anno).

Non male!

Certo il problema Ataf rimane, ora c’è da trattare con i lavoratori che hanno scioperato pesantemente negli ultimi tempi, ma aver rimosso uno dei motivi di maggior malcontento in azienda è sicuramente una mossa positiva (oltre ad aver ridotto i costi dell’azienda eliminando il signor stipendio dell’ex presidente).

Bravo Matteo continua così…
Ah in questa “manovra” è stato aiutato dal neo assessore Falchetti, ex AD di Dada….

Ci sono troppe auto a Firenze, lo sappiamo: 200.000 auto (e 80.000 posti auto!).

autobus deserto di notte a FirenzePer diminuire questo numero spropositato di veicoli in circolazione non possiamo però pensare di riuscirci con logiche punitive che hanno solo l’effetto di creare rabbia e frustrazione, da parte di chi spesso usa questo mezzo di trasporto per lavoro.
Primo passo è spingere sul trasporto pubblico.
Il che significa migliorarlo, far sì che chi sale sul tram abbia il biglietto, rendere più sicuro per le donne la sera poter usare l’autobus, evitare che uno sciopero paralizzi una città intera come successo prima del ponte del 1 maggio (io rispetto i diritti dei lavoratori a scioperare, ma esigo corretta informazione). Migliorando i tempi e le prestazioni: se per andare con l’autobus da un punto all’altro di Firenze ci metto 45 minuti, e con l’auto 1 ora, non è competitivo, i cittadini continueranno a preferire il mezzo privato.

Ma significa anche ridurre il numero di aziende alla mobilità (ben 4!) a una. Riorganizzare, essere strategici.
Anche perchè il costo dell’ATAF è pagato al 75% dai cittadini, anche se non lo utilizzano ( i biglietti coprono soltanto il 25% dei costi).

Secondo passo spingere sulle bici. Vogliamo un bike sharing sul modello del Velib francese: io prendo e mollo la bici liberamente per la città, pagando niente o poco. Vogliamo piste ciclabili accettabili e non lasciate all’abbandono o all’anarchia.
E visto che ci siamo anche un car sharing economico, facile, diffuso.

Terzo passo: spingere i veicoli elettrici, non inquinanti. Non imporre regolamenti assurdi (il casco obbligatorio per le macchinine?) e fare agevolazioni fiscali per chi vuole comprarli, magari in accordo con i comuni limitrofi, dai quali appunto arrivano i pendolari.

Infine: facciamo dei parcheggi scambiatori degni di questo nome, nei luoghi dove ha senso farli. Facciamo accordi per i quali i pendolari lavoratori non debbano lasciare metà stipendio fra autobus+parcheggio, ma possano avere l’uno complementare all’altro. Se io pago il parcheggio, non pago l’autobus o viceversa.