Siamo tanti, qualcuno dice troppi. Io non so dire se 290 candidati (divisi fra tutte e 6 le coalizioni) siano troppi, quel che posso dire è che è stato bello ieri sera quando, alla riunione al Teatro di Rifredi, Matteo ha chiesto “per quanti di voi è la prima volta che vi candidate?” vedere tante mani alzate.

Perchè è bello? Perchè vuol dire che tanta gente ha deciso di mettersi in gioco, di fare qualcosa attivamente senza più stare a guardare e lamentarsi delle cose che non vanno. Di metterci la faccia, pur sapendo che ci potrannno essere conseguenze anche negative; in molti hanno deciso di passare da una situazione di critica passiva a una di proattività, impegnandosi personalmente, senza ritorni e interessi “di partito”.

L’altra cosa che mi ha fatto piacere è stato vedere quante donne si sono candidate.

Certo, siamo ancora lontane da una parità di seggi e posizioni di rilievo nella politica, ma vedere che sia la lista di Giovanni Galli ha come capolista una donna (Silvia Bartolini, avvocato di Codacons); che le due di Renzi (me nella lista Facce nuove a Palazzo Vecchio e la signora Folonari per la “Lista Renzi”) mi fa molto piacere.
Non sono una fanatica delle questioni femministe, tuttaltro, ma trovo che su certi temi le donne avrebbero tanto da dire e da fare: maternità coniugata col lavoro, temi sociali, ma anche traffico, vivibilità, trasporti e ztl…
sono tante le donne che fanno equilibrismi per poter combaciare lavoro, famiglia, commissioni per la casa, fare la spesa, scorrazzare i figli
per 1000 motivi per Firenze, occuparsi dei genitori anziani, e spesso sono proprio loro ad avere il polso del bilancio familiare.

Insieme alle donne: largo ai giovani. Anche questo lo trovo un segnale positivo, in un paese in cui ai vertici della politica (e non solo) abbiamo dei 70enni.
Si parla sempre di dare spazio ai 30enni, che nel mondo del lavoro spesso vengono trattati come bamboccioni, speriamo che sia la volta buona per un po’ di ricambio generazionale, sull’onda dell’euforia obamiana.

Per Firenze poi, credo che sarebbe davvero auspicabile, per riuscire a portare una ventata di rinnovamento in una città troppo ancorata al suo passato, che non va certo rinnegato (al contrario tutelato e promosso con il massimo amore), ma nemmeno strumentalizzato per bloccare il futuro.

Unica nota “negativa”: il voto. O meglio la quantità di schede sulle quali il cittadino sarà chiamato a votare.
Se non erro ci saranno ben 4 schede (si vota anche per il quartiere!). Già mi immagino la confusione e i voti “persi”.
La stessa scheda per il sindaco sarà un vero e proprio “lenzuolo” considerato quanti candidati sindaci ci saranno!

Si parte!

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